

Gentili lettori,
troppo spesso si dimentica che quando si parla di minori , del loro affido e della loro crescita stiamo parlando degli adulti di domani, del futuro , della Società IN CUI VIVIAMO E VIVREMO. Parliamo di Rapporti e Affettività , che fondano il nucleo strutturale della personalità.
Mettendo da parte, nel discorso, le responsabilità etiche e le patologie comportamentali di un qualsiasi genitore che esclude l'altro o lo denigra creando disagi nella psiche del minore , che come tali non possono essere curate se non per scelta dello stesso (atto di consapevolezza), è doveroso chiedermi-ci, come mai la Società (giammai le Istituzioni rivelatesi incapaci) non risponde a livello di cittadinanza a questi problemi sensibili e pragmatici spesso.
Siamo bombardati di notizie e la paura innescata nella gente si evidenzia nell'indifferenza del mondo e del rispetto dell'altro. (casi di attualità ultimi evidenziano indifferenza e chiusura in sè).
Non c'è una priorità di valori da convalidare da parte delle Istituzioni e c'è un atteggiamento passivo del CITTADINO oppresso (peraltro non biasimabile, spesso).
Una cosa è certa, che il problema figli e disagio sarà la REGOLA e presto toccherà tutti i livelli della società, ivi comprese lobby e corporazioni iper-ideologizzate.
Sarà stato ugualmente un peccato non aver accettato una sfida di buon senso e civiltà, sul piano UMANO ED ETICO nonchè su quello ISTITUZIONALE quando ce ne era il bisogno, ma solo nell'URGENZA E NEL CAOS. Sarà una vittoria per i bambini (e ce lo auguriamo) ma sara' una sconfitta per gli adulti, in questo senso.
Come Padre pertanto, mancando la Regola nel tessuto Sociale- oltre l'affettività dentro e fuori di essa- espressione essa stessa del "Paterno" ( paterno assente nella cultura e disapplicazione della legge 54/06, oltre alla Convenzione dei diritti umani) sono abituato a vedere che nessuna Persona-Organizzazione si occupi del benessere e si curi del sociale. In questo sta fallendo la Politica che parla solo di PIL.
Sta fallendo ella stessa nel Rapporto umano e nel Tessuto sociale. Molti sono i nostalgici di quella politica (troppo poca in verità...) di un tempo, teatro di cultura, passione e giustizia.
Al giorno d'oggi, logiche di potere e nichilismo indicano la rotta dettata a sua volta da paura ed egoismo.
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DISGRESSIONE-PERSONALE
"Non ti affannar Tu che hai il Potere perchè un giorno lo perderai e Ti ritroverai davanti Te Stesso Nudo e capirai di non aver avuto nessun Vero Potere"
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Penso che essere adolescenti oggi sia storicamente e di fatto una cosa difficilissima. Nessun luogo di aggregazione (ultimi ad esistere furono gli oratori), tendenze e mode per fare gruppo che scendono nella distruttività, emulazioni anch' esse distruttive, nessun valore o punto di riferimento.
Il compito di un Uomo o Donna è mantenere la rotta, dare l'esempio e trasmettere valori profondi, rimanere nel buon senso, nonchè dare responsabilità a Chi inoperoso nella classe politica sino a quella religiosa è piu' attaccato al potere e alla paura di perderlo che al bene comune in nome di una distensione e possibile armonia.
Vi sono ancora piccoli ma grandi esempi di coppia e genitorialità condivisa o non, che possono ispirarci quando guardando ad un esempio non ne troviamo alcuno nei posti Istituzionali che contano e che dovrebbero rappresentarci per svolgere mansioni qualitativamente-tipicamente umane e non di potere personale.
Come gia' accennato da studiosi, psicanalisti, ricercatori e persone di buon senso che cooperano, la Società in cui vivremo sarà quella dei nostri figli e qui la responsabilità è GRANDE da chi fa il "SORDO" e non si rende conto che anche i suoi figli la vivranno.
C'è ancora chi non individua il disagio? C'è ancora chi crede che la politica non abbia o stia fallendo?
C'è ANCORA CHI SCINDE DIRITTO DEL MINORE DA QUELLO DEL GENITORE (certamente viene prima il minore è chiaro)ma non si rende conto che uno rimanda all'altro, pensando di fare il "mondo a pezzettini" e non individuandone l'INSIEME, la GESTALT?
In conclusione mi auguro che si torni all'UOMO , ai suoi diritti, alla qualità della vita per tutti e di cui tutti facciamo parte, ricominciando dal basso, dall'individuo ,i suoi amici, da una nuova cultura e STATO-TESSUTO SOCIALE (di cui già faremmo parte...faremmo parte.!!..gia'!!!) noi stessi nel nostro piccolo.
Le figure politiche vanno e vengono ed è inutile uno scontro frontale con chi ragiona sui sondaggi di preferenza e con la logica del potere. Gli stessi politici o capi di organizzazioni si piegheranno o non saranno piu' riconosciuti dal tessuto sociale nel momento in cui saranno individuati per cio' che hanno fatto di buono o di nulla.
E' li' la data di scadenza per chi fa il politico come professione, piu' che per il bene comune quindi anche di se' e la sua famiglia nonchè come realizzazione personale in questa missione.
Un "padre solo, solo un Padre", ma che ha nel cuore il suo ruolo e la sua Immagine.
l.l.
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