martedì 19 ottobre 2010

GLOBALIZZATI DALLA TESTA AI PIEDI


Un primo segno occidentale nella disgregazione in tema sociale e politico della polis greca (esempio altisonante in letteratura storica di democrazia) e del cittadino lo troviamo nell'epoca ellenica di espansione e cambiamento rapporto istituzione-cittadino- da wikipedia:

"L' affermazione dei grandi regni ellenistici segnò il tramonto della polis come esperienza politica. Non che le città non siano sopravvissute all'Ellenismo ma conobbero un notevole sviluppo sul piano urbanistico e monumentale con la formazione di vere e proprie metropoli, conservando le loro tradizionali strutture. Nel periodo di transizione compreso dall'eta di Filippo II e di suo figlio Alessandro Magno e l'epoca delle lotte tra i diadochi, l'interferenza nelle questioni interne delle città greche divenne la norma: i contendenti appoggiarono governi democratici oligarchici, insediarono presidi militari, imposero provvedimenti gravi ed impopolari, mostrando che le relazioni con le città greche si ispirarono solo formalmente agli schemi della tradizione greca. Con la stabilizzazione dell'impero di Alessandro Magno e i successori e l'avvento delle grandi monarchie, l'aspetto urbanistico prevalse nettamente su quello politico: lo spazio cittadino divenne proprietà del sovrano, la relazione fra centro urbano e chora venne meno, cosi come il rapporto fra cittadinanza e ruolo militare e proprietà terriera. Al modello della polis, che prevedeva un centro urbano unico circondato dalla chora, si costrutiì una struttura che prevedeva una capitale, cui si affiancava una chora in cui si trovano altre città o diverse capitali. Inserita in questa realtà la polis si ridusse ad una comunità di uomini liberi in cui si viveva in una dimensione più culturale che non politica. Dal punto di vista economico la città continuò a vivere soprattutto dello sfruttamento agricolo del territorio, cui si aggiungeva il commercio. Nell'impianto urbanistico, la tradizionale tendenza greca alla circolarità si coniugava con la razionalità della visione ortogonale: le città avevano in genere un centro che spesso coincideva con la residenza reale e con il complesso di edifici ad essa collegati; il centro focale della città non era più costituito dall'agorà. In un certo senso la polis assunse nell'epoca ellenistica una caratterizzazione più omogenea sul piano istituzionale che spettò alla grande varietà di modelli dell'età classica e conobbe una certa unità sul piano educativo, culturale e religioso."

Oggi viviamo nella GLOBALIZZAZIONE, ne subiamo gli effetti da quello identitario culturale che omologa, allo sfruttamento lavorativo, alla mancanza di regole .
Altresì nel nostro paese come in altri si cerca di ritornare all'identità territoriale, alla comunità , al rapporto stretto-vedi federalismo, che designa un bisogno del riconoscersi. Questo è un bisogno interiore umano= espandersi-differenziarsi-individuarsi che è sostanziale. .

L'Unione Europea , un Organo fondato su quale Statuto o fonte identitaria?
Sinora la moneta!
C'è chi dice : Il sogno Europa dei nostri nonni si è FATTO REALTà!

I nostri nonni avevano un Sogno Europa??
Tale frase è stata accettata senza una critica. Sinora i valori culturali e differenziali di ogni paese , che ne costituiscono il nucleo fondante e di aggregazione , sono stati messi da parte ......ma appena un finnico fa sentire la sua voce verso un francese ecco che si capiscono come AGGREGATO, ma non si comprendono. Di qui i conflitti nazionali e sovranazionali .

Le differenze sono la ricchezza dell'Umanità , le varie culture , i territori e la loro gestione. Oggi invece abbiamo gli esiti di un mondo appiattito , in confusione economica su dazi e qualità , su standard e qualità di vita e gestione territoriale.
Forse il modello francese di sovranità nazionale prima dell'Europa (vedi decisioni prese nel proprio interesse e secondo canoni culturali e territoriali, ostacolate dalla UE) puo' essere un lumicino che riaccenda la Verità sulle diversità e sul loro significato. Altri paesi che hanno detto no piu' volte, ma poi si vedranno costretti per logiche di mercato e scambi ad entrare nel grande contenitore europeo, è un messaggio significativo.

L'economia Globale è una parola vuota . Un libero mercato non puo' esistere ne sussistere, senza regole e confini "identitari" di qualità e sviluppo in sè (in seno alla comunità di appartenenza).

Se la Geopolitica si fonda come oggi sul mercato possiamo assistere alle ingiustizie, alle guerre, alle sopraffazioni. Geopolitica che parola......!! La violenza che c'è nel mondo è proprio il tentativo di ogni umano, di dire "io esisto" e voglio i miei diritti esistenziali. Una persona è degna e ha i suoi diritti al di la' delle condizioni economiche e dello status sociale. Pari a noi evoluti occidentali vi sono gli africani che muoiono di fame e le persone che versano in condizioni miserevoli (anche in occidente). Chi parla piu' di qualità di vita?
Chi è piu' indegno ed evoluto da questa prospettiva?

I Mass media controllati dai poteri forti svuotano il senso del pudore, della dignità, controllando e massificando i concetti come dogmi. Di qui il controllo delle masse piu' fragili.

LA PAROLA COSì DIVENTA VUOTA, IL CONCETTO DETERMINANTE E OMOLOGANTE .........MA ALLA PROVA DEI FATTI CHI HA SPIRITO CRITICO PUO' VEDERNE GLI EFFETTI SULLA QUALITà DI VITA DI TUTTI I GIORNI E SUI DIRITTI UMANI.


l.l.

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