
Anno 2011- Gennaio
La società è cambiata ma nessuno puo’ dire che sia cambiata in meglio negli ultimi 20 anni. Le voci che piu’ insistono nell’attuale civiltà sono: invadenza mediatica, lotte di potere, bipolarismo, globalizzazione e federalismo, infine ma non per ultimo, come effetto, disagio sociale generale.
La lobby mediatica serve il potere di riferimento, il bipolarismo segue la dualità del conflitto, la globalizzazione chiude gli stati in una sorta di difesa nel caos in cui regnano solo pochi.
La politica si allontana dalla democrazia e dallo stato sociale sua radice originaria.
Il Capitalismo malato odierno è fatto di conti e tornaconti personali e non si basa sul benessere delle persone come società / comunità. E’ il fallimento della politica e il “nuovo credo degli Stati”.
I veri valori come il buon senso, la qualità della vita, la solidarietà sono ridotte a merce . Il futuro dei figli senza guide istituzionali morali e di spessore è senza prospettive.
Un quadro desolante.......una lotta del potere per il potere per il proprio tornaconto.
Categorie di lavoratori messe l’una contro l’altra come distrazione di massa.
La produzione esasperata che tiene conto non dell’economia reale del paese ma dei mercati sempre piu’ spregiudicati.
Seguiamo una decrescita morale in nome del pil. Diritti acquisiti vengono cancellati per la “competizione di un mercato senza regole”.
Siamo al nichilismo, all’espropriazione di concetti base dell’umanesimo.
Questa è la civiltà dell’homo sapiens oggi.
L’homo tecnologicus che ha perso la bussola.
Non ci si scandalizza piu’ della negazione dei diritti civili ed esistenziali a cui assistiamo a vari livelli in Italia e nel mondo .
Tuttavia un Uomo che smette di immaginare un futuro migliore e di qualità per sè e per gli altri E’ UN UOMO MORTO.
La favola del PIL è la storia per le masse che vedono negarsi i propri diritti ed essere allontanate dalla politica sociale “inesistente”.
La favola dei Poveri per i Poveri. Di qui il bisogno di una nuova Coscienza Civile partecipata e attiva.
Come direbbe Battiato "Povera Italia".
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