mercoledì 6 aprile 2011

LA "CULTURA" CONTRO la LEGGE DELLO STATO SUI MINORI



Molte trasmissioni, televisive, radiofoniche, giornali di varia etichetta tentano a loro modo di leggere cio' che ormai è consolidato sull'applicazione dell'affido condiviso in Italia (legge 54 nata nel 2006 che mette al centro il minore) e cioè che un genitore (sempre il padre escluse eccezioni particolari)e il minore come individuo lui stesso, debbano rinunciare o sacrificare la loro relazione. FINANCHE I NONNI!!
La non applicazione della legge (Italia multata dall'Europa) in questione (vedi ISTAT affidi), fa leggere in modi diversi la questione. Si arriva fino al problema culturale-sociale come scusante, cui alcuni avvocati strizzano l'occhio.

LA QUESTIONE è QUESTA: PUO' ESSERCI UN PROBLEMA CHIAMATO "CULTURALE" CHE NON OSSERVI LA LEGGE IN UNA REPUBBLICA COSTITUZIONALE?

O PIUTTOSTO IL NON OSSERVARLA E' UN PROBLEMA CULTURALE ANTIEDUCATIVO E PERICOLOSO?

LA CULTURA DELL'OSSERVANZA DELLA LEGGE DELLO STATO è AUSPICABILE IN UNA SOCIETà-FATTA NAZIONE.

LA VERA CULTURA è QUELLA CHE LA LEGGE è UGUALE PER TUTTI COME DA COSTITUZIONE,LA VERA CULTURA è QUELLA DEI PARI DIRITTI, FIGURIAMOCI PER UN MINORE. Chi asserisce la Tesi di una società non pronta SOSTENENDOLA-( parole pesanti sulle spalle piccole di un bambino)-davanti alla legge DELLO STATO, asserisce la sua irresponsabilità morale ed educativa, oltre la poca sensibilità e una vera e propria cecità verso il mondo bambino.
(vedi psicologia infantile).

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