giovedì 15 luglio 2010

LA SOCIETA' LIQUIDA......


In un libro che leggo recentemente vi è descritto il disagio sociale e la decadenza culturale odierna. Taluni saggisti prevedono l'implosione dell'Occidente (ne abbiamo vista le avvisaglie....... in economia) dal di dentro, ora per il disagio sociale nella convivenza.

Paolo Ferliga sulle orme di Galimberti, di Risè e tanti altri definisce la società odierna "la società liquida".

Non mi dilungherò sui fattori collaterali che influiscono sul fenomeno che vengo a descrivere ma ne traccerò 2-3 linee di riferimento descritte nel suo libro "Attraverso il senso di colpa".

Cos'è la società liquiDA?? Cosa comporta?

La società liquida è la Società del bisogno indotto (dell'utente ipnotizzato dalle scalette tv) e dell'azzeramento del sano senso di colpa, bussola della morale .

A questo hanno contribuito anche e soprattutto le psicoterapie della rimozione della colpa in toto. Non differenziando la colpa patologica da quella strutturale dell'uomo che indica una direzione di coscienza.

Nella società liquida regna il caos , non vi è piu' direzione, vi è confusione tra i ruoli maschile e femminile. Tra paterno e materno. Addirittura il Padre è una figura assente per le Istituzioni, fornitore solo di beni.....ma non di presenza ed educazione.
Come vediamo la Famiglia non esiste piu'......in quanto nucleo- NOI. Forse il nucleo diventerà l'individuo ridotto a monade? Dopo la monade...il principio di piacere per se stesso....via via sino al nichilismo e alla scissione dalla Vita stessa.

La società liquida è dominata dal bisogno e dalla mancanza di figure guida o iniziatrici .

Giovani tossicodipendenti, senza educazione sessuale, violenti, aggressivi, ....soli.

Assistere come uomo, padre, cittadino alla decadenza dei valori piu' sacrali che ci rendono uomini (cos'è un uomo in fondo?), al conflitto della convivenza, alla devianza delle leggi, al blaterare delle scuole di pensiero è mortificante.

La politica, che certo si occupa di tutto tra lazzi e polemiche in TV, tranne che di politica sociale ha la sua bella responsabilità. Una politica di buon senso, semplice e diretta come molti decenni fa è stata defraudata dal compromesso continuo, dalle alleanze a caccia di consensi.......una partitocrazia dentro un grosso barcone.

Il senso del limite, connaturato al buon senso e ad una sana identificazione con e nell'Altro, , che forma l'individuo, è stato eliminato.
Avere e Potere per esistere, per ESSERE. (Nel documentario VIDEOCRACY , "Io Esisto solo se mi vedono e se non mi vedono non valgo nulla.")

Per educare i nostri figli, dobbiamo rieducare noi stessi dalla vita di plastica e di chimere sempre nuove da raggiungere, da questi modelli che nulla hanno a che fare con il Senso e L'Essenziale....
Modelli ahinoi di cui ci siamo inevitabilmente alimentati.

E' un percorso individuale dovuto se sentito e certamente solitario, per tornare al collettivo perchè la collettività non puo' reggersi su un asse verticale di potere e cittadinanza passiva, ma sul coinvolgimento di piu' parti che apportano nutrimento al tessuto sociale in cui riconoscersi.

l.l.

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