lunedì 24 maggio 2010

Politica: Evoluzione e Crisi dei Sentimenti


Nella Roma antica esisteva la nozione di diritto di cittadinanza che era in sostanza un insieme di diritti riservati a tutti i cittadini romani.

Nel III secolo a.C., durante il regno di Aśoka il Grande sull’Impero Maurya (oggi India), furono stabiliti diritti civili senza precedenti. Dopo la sanguinosa conquista del regno di Kalinga, circa nel 265 a.C., Aśoka si pentì degli atti commessi in guerra e si convertì al Buddhismo. Da allora colui che era stato prima descritto come "il crudele Aśoka" fu conosciuto come "il pio Aśoka". Durante il suo regno egli perseguì una politica di nonviolenza (ahimsa) e rispetto per la vita animale (ad esempio forme di uccisione o mutilazione non necessaria di animali, come la caccia per divertimento e i sacrifici a carattere religioso o la castrazione, furono immediatamente abolite). Egli trattò i suoi sudditi come uguali a prescindere dalla loro religione, casta o attività politica, costruì ospedali e università offrendone i servizi gratuitamente a tutti i cittadini, definì i principi di non-violenza, tolleranza religiosa, obbedienza verso i genitori, rispetto verso gli insegnanti e i preti, umanità verso i servi (la schiavitù non esisteva in India a quei tempi), generosità verso il prossimo, benevolenza verso i colpevoli. Tutte queste riforme sono descritte negli Editti di Aśoka, una collezione di 33 iscrizioni sui cosiddetti Pilastri di Aśoka.

- CHI PARLA DI EVOLUZIONE non considera l'attualità e l'uomo del cosiddetto passato.
I diritti dell'Uomo , così ben ispirati da Jefferson e Washington dopo un estenuante guerra, e poi ritradotti dalle carte internazionali sui diritti , la giustizia sociale sono stati abbandonati dall'uomo cosiddetto progressista e tecnologico. L'uomo dualista, della sinistra o della destra, del bene o del male. Il solito gioco per le masse.....ed il loro controllo.
Ora.., dove sono le Organizzazioni atte a controllare e regolare questi principi, dati in natura e trascritti su carta.
Dove nelle guerre devastanti? Dove se devono nascere organizzazioni indipendenti per aiutare e tutelare adulti e minori?
Dobbiamo allor pensare che questi principi sono l'etichetta di tutt'altro AFFARE?

L'Uomo di oggi non è migliore di quello di Ieri e forse anche per questo si parla di decrescita felice contro l'ingordigia economica, i soprusi di potere, gli omicidi "giustificati" ed un Sistema che a detta di molti studiosi si "sta sgretolando alle basi".
Una società piu' comunicativa, condizione oggi favorevole consente l'opportunità di una revisione e di una spinta dal basso, in nome di quei diritti troppe volte traditi dalle oligarchie dominanti.
Un giorno al Senato , stupendo molti, il Senatore Andreotti disse: "se fossi attaccato nel mio paese anch'io probabilmente tirerei pietre". Questo concetto è estensibile per tutte le forme di ingiustizia o sopruso.
Molti avranno pensato: sarà l'età, o.......bè lasciamoglielo dire.
Altresì penso che sia stata una delle frasi piu' sincere e lucide di un ultra 90enne.
llantieri

lunedì 10 maggio 2010

Cara Democrazia.....



Viviamo in una società estremamente conflittuale dove la qualità della vita si misura in pil (nonostante l'ispirato JFK pronunciasse l'intuitiva frase "pil=no qualità della vita) e nel frattempo si ledono diritti fondamentali verso l'individuo. Guerre, lotte politiche e giudiziali. Non parliamo poi dei diritti dei minori, sottratti, vilipesi, ostacolati, rapiti. Gli anziani. I soggetti deboli, malati, handicappati etc etc. Dobbiamo allor pensare come dice il Filosofo Galimberti che la Democrazia ha raggiunto il suo apice all'Acropoli di Atene per poi decadere sino ai nostri tempi. Sono sempre meno quelli che pensano di essere in democrazia, dove questa parola si cogniuga col sociale e col diritto inalienabile di ogni individuo. Lobbies, giochi di potere, associazionismi (sempre benvenuti) per l'equità e il benessere sociale, difficilmente garantiti .
Lo stesso Monicelli in una recente intervista ha detto che non esiste democrazia.
La democrazia non puo' essere nell' eleggere il Re o la Regina, ma una condizione intersociale di benessere, equità e vita attiva nello e "come Stato". E' ora che nasca il nuovo soggetto , esente da sondaggi e con nuova Dignità e coscienza. llantieri

mercoledì 5 maggio 2010

art 3 COSTITUZIONE- L'EGUAGLIANZA


" ...è COMPITO DELLA REPUBBLICA RIMUOVERE GLI OSTACOLI.....SOCIALI TRA I CITTADINI SENZA DISTINZIONE DI SESSO, RAZZA ETC"

Il Cittadino Sub-Istituzionalizzato


I crescenti disagi sociali cui fanno le spese i soggetti cosiddetti deboli e cioè bambini e anziani non permeano piu' le coscienze . Basta guardarsi intorno!
Ogni giorno un maledetto telegiornale ci informa di cose disgustose e sembra ormai, che all'ora di cena, il nostro orecchio si sia abituato a tali notizie. Se ad un tratto per esempio sentissimo il cronista dire "....nel mondo le nascite sono cresciute donando felicità..." e via con interviste sul benessere, ci gireremmo verso lo schermo e magari ci cadrebbe di mano il piatto per la stranezza!
La notizia tragica ormai non fa piu' notizia, vi è una distanza dovuta ad un adattamento che è ragionevolmente pericolosa.

E così i diritti ....sono cosa altrui. Oppure sono sanciti da Organismi Istituzionali, ma inapplicati.

Il punto è che la frammentatizzazione sociale e dei diritti, delle notizie, ha isolato il cittadino che non si sente parte attiva dello Stato ma suo subalterno.

All'Aquila le immagini dopo terremoto si sono soffermate sul palazzo in rovina del governo-comune, come se il collante civico si disgregasse senza quell'altare. Abbiamo visto poi invece l'unione e le coscienze che formano la civiltà aquilana.

Una rinascita dal sentirsi fuori dallo Stato è plausibile con una nuova coscienza civica, col far parte invece del non mi riguarda. Una coscienza civica si basa anche su una coscienza sociale. Ma l'una è l'altra sono minate constantemente dai giochi di potere, da leggi che si contraddicono, da Istituzioni che non fanno la loro parte.

La nuova coscienza civica deve partire dal basso (o meglio da noi) , nelle scuole, nelle scelte individuali- ad esempio degli alimenti (ogm o no-costa di piu' o no)- nell'essere pro la pace e no CONTRO la guerra, pro i diritti del minore e non CONTRO l'abuso e l'inapplicazione di questi. IL CONTRO storicamente ha portato sempre la distinzione , il dualismo; e certi poteri amano questo. Il conflitto genera conflitto. Destra-sinistra; giusto - sbagliato; etc etc

Se deve essere democrazia civica allora il cittadino deve aver voce, parlarsi, aggregarsi ispirare le nuove leggi e smarcare i poteri,........ma solo dopo aver smarcato se stesso da questi condizionamenti e frazionamenti è ragionevole pensare che qualcosa cambi. llantieri

sabato 1 maggio 2010

1 Maggio da "Sballo"




Oceanica folla quella del 1 maggio di Piazza San Giovanni nel tardo pomeriggio.....e mentre il palco lontano e romboante danzava, chiaccherava , cantava , difficile farsi largo in quella calca. Ma pian pianino.....
Il 70-80% di tutte le persone erano così giovani, appena adolescenti...... molti erano ubriachi, sbandavano o ti inciampavano addosso in una sorta di danza del cobra per poi cadere a terra e rialzarsi. L'odore della cannabis era pari a quello delle noccioline tostate fuori da un circo.
Molti si erano attrezzati per rivendere fai da te alcolici in loco. Bè ....un lavoro se lo erano trovato...
Un vero sballo..... e prima da padre e poi da uomo vien da chiedersi se quelle bambine-ragazzine, bambini - ragazzini che sbandavano o erano riversi gia' nel pomeriggio sul marciapiede con il vestito griffatto, l'occhialetto in bella mostra avevano una vita segreta o se i loro genitori conoscessero la loro vita.
Che i genitori parlino e ascoltino i loro figli molto di piu'......perchè non c'è miglior da fare......che crescere sano un proprio figlio.
Bisognerà tornare a certi Temi del diritto al lavoro e dei Principi base della nostra Costituzione quanto prima sarà riconosciuta dignità alla Famiglia come ruolo, e cellula fondante della società. Una società per certi versi ormai cinica. DIAMO FIDUCIA AI GIOVANI MA ASSUMIAMOCI LE NOSTRE RESPONSABILITà.